Dal 2010 la produzione si stanzia principalmente tra fotografia, scultura e pittura materica attraverso metalli, resine, terracotta e legno,
focalizzata in un processo di astrazione del soggetto.
I materiali e le tecniche diventano linguaggi diversi per parlare delle componenti estetiche e strutturali, relazionali ed emozionali, consapevoli e nei tanti gradi di coscienza, che stanno alla base delle nostre vicende, intrise di domande, errori e nuove esperienze.
Nel 2017, inizia il ciclo di abbandono di opere, con la Serie 7 – artista abusivo, realizzate in ceramica raku con l’integrazione di legno, ferro e diversi filamenti, disseminandole tra gli spazi preposti all’arte nel contesto della Biennale di Venezia, oltre che sparsi lungo le calli della stessa città, liberandole a un ignoto destino.
Seguono, in versioni derivate, Serie 8 Venezia, Serie 9 Roma, Serie 1196 Veneto e altre.
In questi anni prende il via il pensiero sulla memoria esperienziale della materia attraverso il deterioramento del metallo, l’applicazione di objets touvés o il loro inglobamento, l’aggiunta di acrilici e terre in stratificazioni successive fino ai 18 mesi per le più materiche, unitamente alle interessanti / interessate condizioni atmosferiche del luogo di evoluzione.
Ispirato dalla concezione fotografica di Mario Lasalandra, si approccia alla fotografia come progetto visivo.