ll caos, tema predominante che propongo, viene inteso come sinonimo di confusione.
Il pensiero che mi riguarda, mi porta a dire che è incomprensione.
Ciò che noi consideriamo caotico è la parte di un qualcosa che in un determinato momento non siamo in grado di spiegare, di accettare, di
cogliere. Ne diamo allora la giustificazione di caos.
Se questa parte che non è caotica ma bensì incompresa, la vediamo in un altro, successivo, altrove spazio emotivo o temporale, vedremo che
quel caos è in equilibrio con tutto ciò che gli sta intorno. Un meraviglio equilibrio asimmetrico.
Tutto è bilanciato, tutto è armonioso anche dove prima non era, non sembrava.
Ti sarà capitato nella tua stessa vita di vivere esperienze, solitamente le più le difficili sono più velocemente ricordabili, che le hai considerate una sfortuna, una disgrazia, qualcosa che non avresti meritato. Poi ad una lasso, queste stesse, le hai rivalutate, le hai considerate addirittura cosi importanti che ti hanno fatto svoltare la tua vita, la tua conoscenza, la tua coscienza.
E cosi con questa materia, metallo e acidi, corrosioni e ossidazioni, a cui si da una direzione, ma non comandi nulla. Con cui ti relazioni e ti arriva una risposta. Non come la credevi, non come la volevi, ma come é.
Perché tu stesso, non sai quale risposta sia meglio per te. Ma ti giunge.